Chi affitta un immobile ha davanti due strade per tassare il canone: farlo confluire nel reddito complessivo e pagarci l'IRPEF, oppure optare per la cedolare secca, un'imposta sostitutiva ad aliquota fissa. Sembra una scelta da commercialista. In realtà, sul canone medio del Comprensorio del Cuoio, il conto si fa in cinque minuti e nella grande maggioranza dei casi porta sempre dalla stessa parte.

Con una precisazione locale che vale l'intero articolo, e che i portali nazionali sbagliano regolarmente.

Le regole 2026, in breve

IRPEF

Dal 1° gennaio 2026 gli scaglioni sono tre, con la seconda aliquota scesa dal 35% al 33% per effetto della Legge di Bilancio 2026:

Reddito complessivoAliquota IRPEF 2026
fino a 28.000 €23%
da 28.000 a 50.000 €33%
oltre 50.000 €43%

Il canone finisce nel reddito complessivo al 95% (deduzione forfettaria del 5%) e sconta anche le addizionali regionale e comunale. In più si paga l'imposta di registro annuale, il 2% del canone, per metà a carico del proprietario, e il bollo.

Cedolare secca

Imposta sostitutiva del 21% sul canone lordo, senza deduzione forfettaria. In cambio: niente addizionali, niente imposta di registro, niente bollo. E un vincolo che non va sottovalutato — l'obbligo di rinunciare all'adeguamento ISTAT per tutta la durata dell'opzione, con comunicazione preventiva all'inquilino.

Il punto locale che cambia tutto

L'aliquota agevolata del 10% esiste, ma spetta solo ai contratti a canone concordato stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa. Santa Croce sull'Arno non è fra questi: lo scrive il Comune stesso nella pagina dedicata all'accordo territoriale, dove segnala che il territorio non ha ottenuto la riduzione della cedolare secca al 10%.

Tradotto: nel Comprensorio del Cuoio, anche firmando un 3+2 a canone concordato la cedolare resta al 21%. Chi ti promette il 10% qui sta leggendo una guida nazionale, non la delibera del tuo comune.

Il confronto sul canone reale

Prendiamo 550 € al mese, cioè 6.600 € l'anno: è il centro di gravità dei contratti che firmiamo nel Comprensorio, fra i 470 € di un bilocale in centro a Santa Croce e i 530 € di un piano terra con posto auto a San Romano.

VoceCedolare 21%IRPEF 23%IRPEF 33%IRPEF 43%
Base imponibile6.600 €6.270 €6.270 €6.270 €
Imposta principale1.386 €1.442 €2.069 €2.696 €
Addizionali regionale e comunale (stima ~2%)125 €125 €125 €
Imposta di registro (quota proprietario)66 €66 €66 €
Bollo (quota proprietario)16 €16 €16 €
Totale annuo1.386 €1.649 €2.276 €2.903 €
Risparmio con la cedolare263 €890 €1.517 €

Esempio illustrativo su canone di 6.600 € annui. Le addizionali variano per regione e comune e sono qui stimate al 2% complessivo: il dato esatto dipende dalle aliquote deliberate. Il registro è il 2% del canone, per metà a carico del locatore.

263 €risparmio annuo nel primo scaglione
890 €fra 28.000 e 50.000 € di reddito
1.517 €oltre 50.000 € di reddito
21%aliquota valida anche sul concordato, qui
Sul canone medio del Comprensorio la cedolare secca vince in tutti e tre gli scaglioni. La domanda seria non è "quale delle due", ma "cosa perdo scegliendo la cedolare".

Quando l'IRPEF conviene ancora

Sono casi minoritari, ma esistono e vanno guardati prima di firmare l'opzione:

  • Incapienza. Se hai detrazioni (spese mediche, ristrutturazioni, familiari a carico) che superano l'imposta dovuta, far entrare il canone nel reddito IRPEF può servire a "usare" detrazioni che altrimenti andrebbero perse. Con la cedolare quel reddito è fuori e le detrazioni restano inutilizzate.
  • Inflazione alta e contratto lungo. La cedolare obbliga a rinunciare all'ISTAT. Su un 4+4 firmato oggi significa incassare fra otto anni lo stesso canone nominale di oggi. Con inflazione al 2% annuo, alla fine del secondo quadriennio il potere d'acquisto del canone è sceso di circa il 15%.
  • Canone molto basso e reddito nullo. Con un reddito complessivo che azzera l'imposta grazie alle detrazioni da lavoro o pensione, il 21% secco può risultare più caro dell'IRPEF effettivamente dovuta.
Attenzione a un equivoco diffuso

Il reddito assoggettato a cedolare secca resta rilevante per il calcolo dell'ISEE e per determinare le soglie di spettanza di detrazioni, deduzioni e benefici legati al reddito. "Non entra nell'IRPEF" non significa "non esiste".

E il canone concordato, allora, a cosa serve qui?

Se il 10% non si applica, viene naturale chiedersi perché firmare un 3+2 concordato nel Comprensorio. La risposta è che il vantaggio si è spostato dall'imposta sul reddito all'IMU.

I quattro comuni del Valdarno Inferiore — San Miniato, Santa Croce sull'Arno, Castelfranco di Sotto e Montopoli in Val d'Arno — hanno firmato un accordo territoriale il 29 luglio 2015, rinnovato l'8 aprile 2019, e hanno accompagnato l'accordo con un'aliquota IMU di favore per chi affitta a canone concordato.

Situazione dell'immobile a Santa Croce sull'ArnoAliquota IMUSu base imponibile 50.400 €
Sfitto / a disposizione1,06%534 €
Locato a canone libero0,80%403 €
Locato a canone concordato (L. 431/1998)0,57%287 €
Comodato gratuito a parenti0,60%302 €

Aliquote deliberate dal Comune di Santa Croce sull'Arno (delibera n. 73 del 30/12/2024, prospetto aliquote IMU). La base imponibile dell'esempio corrisponde a una rendita catastale ipotizzata di 300 €: verifica la tua in visura.

Il conto, quindi, è questo: il concordato ti fa risparmiare circa 116 € l'anno di IMU rispetto al canone libero, e riduce la base dell'imposta di registro al 70% (irrilevante se scegli la cedolare, che il registro non lo paga). In cambio ti vincola alle fasce di canone previste dall'accordo territoriale e alla durata 3+2.

Conviene se — e solo se — la fascia dell'accordo per la tua zona è vicina al canone che otterresti sul libero mercato. Su un immobile che sul libero fa 550 € e che l'accordo colloca a 470 €, i 116 € di IMU risparmiati non compensano gli 80 € al mese in meno. Su un immobile in una fascia allineata, invece, il concordato è denaro gratis. È esattamente il tipo di verifica che facciamo caso per caso, perché la scelta del contratto non si decide su una tabella nazionale.

Da sapere

Fucecchio e Santa Maria a Monte non figurano tra i quattro comuni firmatari dell'accordo del Valdarno Inferiore. Se il tuo immobile è lì, la strada del canone concordato va verificata separatamente prima di darla per scontata.

Come si esercita l'opzione, in pratica

  1. Alla registrazione del contratto, con il modello RLI, barrando la casella della cedolare secca. Si può esercitare anche in un anno successivo, entro il termine per il versamento dell'imposta di registro annuale.
  2. Comunicandolo all'inquilino con raccomandata (o PEC) prima di esercitare l'opzione: è la rinuncia formale all'aggiornamento ISTAT. Senza questa comunicazione l'opzione è contestabile.
  3. Versando acconto e saldo con F24 alle stesse scadenze dell'IRPEF, usando i codici tributo dedicati.

L'opzione vale per l'intera durata del contratto ma è revocabile ogni anno: se cambia la tua situazione fiscale, si può tornare all'IRPEF versando il registro per l'annualità.

Domande frequenti

Se ho più immobili affittati devo scegliere lo stesso regime per tutti?

No. L'opzione si esercita contratto per contratto: puoi tenere la cedolare su uno e l'IRPEF su un altro.

La cedolare secca si applica anche se affitto a un'azienda per i suoi dipendenti?

Il regime è pensato per locazioni fra persone fisiche fuori dall'esercizio di impresa dal lato del locatore. Quando il conduttore è una società la questione va verificata sul caso concreto, perché la posizione dell'Amministrazione finanziaria è stata restrittiva. È una situazione che nel Comprensorio capita spesso, con aziende che cercano alloggi per tecnici in trasferta: va impostata prima di firmare, non dopo.

Con la cedolare secca posso comunque chiedere il deposito cauzionale e le spese condominiali?

Sì. La cedolare riguarda la tassazione del canone. Il deposito cauzionale non è reddito, e le spese condominiali rimborsate dall'inquilino non concorrono al canone imponibile, purché il contratto le tenga distinte.

A Santa Croce sull'Arno si può applicare la cedolare secca al 10%?

No. L'aliquota ridotta al 10% spetta ai contratti a canone concordato stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa, e Santa Croce sull'Arno non rientra in quell'elenco: lo dichiara lo stesso Comune nella pagina dedicata all'accordo territoriale. Anche sul canone concordato, qui, la cedolare resta al 21%.

Quanto si risparmia con la cedolare secca rispetto all'IRPEF?

Su un canone di 550 euro al mese, con le aliquote 2026, il risparmio va da circa 260 euro l'anno per chi sta nel primo scaglione IRPEF a oltre 1.500 euro per chi supera i 50.000 euro di reddito.

Quando conviene ancora l'IRPEF invece della cedolare secca?

Quando il proprietario ha detrazioni e oneri deducibili che rischiano di restare inutilizzati per incapienza, oppure quando ritiene decisivo mantenere l'adeguamento ISTAT del canone, a cui la cedolare secca obbliga a rinunciare per tutta la durata dell'opzione.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la consulenza di un commercialista sul tuo caso specifico. I dati fiscali sono aggiornati ad agosto 2026.